Astronomia e Satelliti
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Il Sorgere e tramontare della Luna
Quando è Luna nuova, la Luna è interposta fra la Terra e il Sole: sorge al mattino e tramonta alla sera. Se si allinea in prossimità del nodo con la Terra e il Sole allora si ha un'eclissi solare. Quando avvengono le quadrature o cosidetti quarti (primo quarto e ultimo quarto), la Terra con la Luna e il Sole formano un angolo di 90°: al primo quarto la Luna sorge a mezzogiorno e tramonta a mezzanotte, all'ultimo quarto sorge a mezzanotte e tramonta a mezzogiorno.
Quando abbiamo la Luna piena la posizione della Terra è tra il Sole e Luna: la Luna sorge alla sera e tramonta al mattino. Se invece si allinea dietro l'ombra della Terra si ha un'eclissi lunare. La Congiunzione ed opposizione lunare sono denominate sizigie.
La Luna compie una rivoluzione attorno alla Terra in 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 11 secondi (mese siderale). Il mese lunare (ovvero il periodo compreso fra due Lune nuove) ha invece una durata media di 29 giorni, 12 ore, 44 minuti e 3 secondi. La differenza è dovuta al fatto che nel frattempo sia la Terra che la Luna sono avanzate lungo l'orbita terrestre ed il loro allineamento col Sole è cambiato. Tale differenza non è costante principalmente perché nel corso dell'anno la velocità della Terra lungo la sua orbita varia in dipendenza della distanza Terra-Sole.
Ci si potrebbe aspettare che una volta al mese, quando la Luna passa tra la Terra e il Sole nel corso di una luna nuova, la sua ombra cada sulla Terra causando una eclissi solare, ma questo non accade ogni mese. E neppure è vero che durante ogni Luna piena, l'ombra della Terra cade sulla Luna, causando una eclissi lunare. Eclissi solari e lunari non sono osservate ogni mese, perché il piano dell'orbita della Luna attorno alla Terra è inclinato di circa 5° 9' rispetto al piano dell'orbita della Terra attorno al Sole (il piano dell'eclittica ). Così, quando si verificano lune nuove e piene, la Luna di solito si trova a nord o a sud della retta che passa per la Terra e il Sole. Per Questo sono fenomeni rari ma ancor più rare sono l'eclisse di sole
Le Quattro Posizioni Fondamentali
- Luna nuova (o congiunzione o fase di novilunio)
- Luna crescente
- Primo quarto
- Gibbosa crescente
- Luna piena (o opposizione o fase di plenilunio)
- Gibbosa calante
- Ultimo quarto
- Luna calante
Il termine "quarto" si riferisce alla posizione della Luna nell'orbita attorno alla Terra, da tali due posizioni dalla Terra è visibile mezzo emisfero.
Per un osservatore posto nell'emisfero Boreale, quando la Luna è crescente, la parte illuminata del disco lunare è a destra, mentre quando è calante la parte illuminata è a sinistra.
Mentre nell'emisfero australe avviene il contrario: quando è crescente è illuminata la parte sinistra, quando è calante è illuminata la parte destra.
La transizione da un emisfero all'altro provoca il fenomeno della "Luna a barchetta".
Riconoscere la fase lunare a vista
Volendo cimentarci a riconoscere le fasi della luna senza lunario, è possibile farlo. Si può impostare un calcolo della fase lunare, per capire in base alla data come è la luna, ovviamente resta molto più semplice guardare il calendario. Senza fare grossi calcoli è invece piuttosto immediato capire in che fase lunare ci troviamo semplicemente guardando in cielo, ovviamente questo non vale in giorni molto nuvolosi. la luna nel cieloOvviamente è molto facile capire se la luna è piena: basta verificare che la parte visibile sia un bel tondo, altrettanto banale è riconoscere il novilunio, ovvero l’assenza del satellite perché si trova al buio. Anche capire fase crescente e fase calante è semplice: se la “gobba” o “gibbosa” (ovvero la parte illuminata) si trova a ponente (quindi guardandola la vediamo alla nostra destra, in forma di lettera D) la fase è crescente, se invece è dall’altro lato (in forma di lettera C oppure a levante) la fase è calante. Per ricordarlo sono due motti popolari: la rima tra levante / calante e ponente / crescente oppure l’associazione menzognera tra D di decrescente e C di crescente (è valido il contrario).
Le fasi della luna
Le due più caratteristiche condizioni della luna sono luna nuova e luna piena, tra questi due eventi, che durano un giorno, si situano la fase crescente e la fase calante, che possiamo suddividere in quarti. Il primo quarto e il secondo quarto sono in fase crescente, il terzo quarto e il quarto e ultimo quarto invece con luna calante.
Luna piena o Plenilunio
Si tratta della fase in cui vediamo la luna completamente illuminata e appare quindi ben tonda in cielo, si chiama anche fase di opposizione, segue la fase crescente e precede la fase calante. A livello astronomico la posizione che determina piena illuminazione è l’allineamento di sole, terra e luna, con la luna più distante dal sole rispetto al nostro pianeta. In genere c’è un solo plenilunio ogni mese, ma essendo il calendario lunare a cicli di 29 giorni in alcuni mesi si verifica due volte e in casi particolari può non esserci luna piena per un intero mese.
Luna nuova o Novilunio
La luna nuova possiamo definirla come assenza di luna, anche se ovviamente la luna c’è ma resta nascosta perché completamente in ombra, questo evento si verifica quando il satellite si viene a trovare in mezzo tra terra e sole, coi tre astri allineati. In questo caso infatti la luna ci mostra la sua faccia in completa ombra. Essendo terra, sole e luna in perfetto allineamento si definisce fase di congiunzione, segue poi una fase crescente che porterà a primo quarto e poi alla luna piena, ogni 29 giorni si ripete il novilunio nel lunario.
Luna calante o Fase calante
Dopo la luna piena si verifica la fase calante, in cui la luna giorno dopo giorno perde una piccola fetta di visibilità, fino ad arrivare a “sparire” nel novilunio, ha il suo punto medio all’ultimo quarto di luna, quando la gibbosa è a metà della superficie del satellite. Come ricorda il celebre detto alla luna calante corrisponde la gobba a levante.
Luna crescente o Fase crescente
La luna è in fase crescente quando a partire dalla luna nuova inizia a guadagnare col passare dei giorni visibilità, allargando la mezzaluna o spicchio illuminato. Questa fase del lunario culmina nel plenilunio, a scandire la metà del periodo di luna crescente c’è il primo quarto di luna che è in mezzo, ovvero quando la superficie visibile illuminata (gibbosa) è pari a metà. Sempre facendo riferimento al detto la fase crescente corrisponde alla gobba a ponente, una rima utile a ricordarsi il mese in cui ci troviamo.
NASA: sette nuovi promettenti esopianeti
da Daniele Molaro | Feb 22, 2017 | Astronomia, Featured | 0 commenti
Un sistema planetario composto da sette pianeti di dimensioni paragonabili a quelle terrestri, almeno tre dei quali candidati a ospitare acqua liquida sulla loro superficie, a soli 40 anni luce di distanza. Questa l’entusiasmante scoperta di un team di astronomi guidati da Michaël Gillon, dello STAR Institute dell’Università di Liegi, in Belgio, pubblicata sulla rivista Nature e annunciata oggi dalla NASA.
Uno degli obiettivi della moderna astronomia è quello di rilevare la presenza di esopianeti cosiddetti terrestri, caratterizzati cioè da dimensioni paragonabili a quelle della Terra, composizione rocciosa e possibilmente dotati di condizioni di temperatura, pressione e composizione atmosferica tali da essere compatibili con la presenza di forme di vita basate sulla biochimica a noi familiare.
Metodo fotometrico del transito per la rivelazione di esopianeti: il passaggio del pianeta davanti alla stella madre produce una diminuzione della luminosità rilevabile dagli strumenti. (Credit: ESA/Hubble)
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I nuovi esopianeti sono stati rilevati grazie all’ausilio di telescopi a terra e in orbita, osservando il transito davanti alla loro stella madre, una nana rossa ultra-fredda conosciuta come TRAPPIST-1, appartenente alla costellazione di Acquario. Tra tutti quelli finora scoperti, il sistema di TRAPPIST-1 vanta contemporaneamente il maggior numero di pianeti di dimensioni terrestri e il maggior numero di corpi che possono ospitare acqua liquida sulla loro superficie.
«Questo è un sistema planetario meraviglioso, non solo perché abbiamo trovato così tanti pianeti, ma perché hanno tutti dimensioni sorprendentemente simili a quelle della Terra!», ha commentato un felicissimo Michaël Gillon.
Con una massa pari ad appena l’8% di quella solare, TRAPPIST-1 è una stella molto piccola, appena più grande del nostro Giove, ma sufficientemente massiccia per innescare al suo interno reazioni termonucleari. Gli astronomi si aspettavano che simili stelle nane potessero ospitare pianeti rocciosi di dimensioni confrontabili alla Terra, considerandoli obiettivi molto promettenti per la caccia alla vita extra-terrestre: TRAPPIST-1 è il primo esempio di questo tipo di sistemi planetari osservato.
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La stella nana TRAPPIST-1 a confronto con il Sole. La debole stella ultrafredda ha un diametro pari all’11% del diametro solare e un colore rosso deciso (Credit: ESO).
I sette esopianeti orbitanti intorno a TRAPPIST-1 sono stati chiamati, invero senza uno straordinario sforzo di fantasia, TRAPPIST-1b, c, d, e, f, g e h. Il team ha stimato che tutti i pianeti hanno dimensioni simili alla Terra e a Venere, o leggermente inferiori. Le misurazioni di densità suggeriscono che almeno i sei pianeti più interni abbiano probabilmente una composizione rocciosa. L’analisi dei periodi orbitali dei sei pianeti più interni ha rivelato tempi di rivoluzione attorno alla stella che vanno da 1,51 giorni a 12,35 giorni: brevissimi rispetto all’anno terrestre. Le orbite dei pianeti non sono molto più grandi di quelle del sistema di lune galileiane attorno a Giove, e molto più piccole dell’orbita di Mercurio, il pianeta più interno del Sistema Solare. Tuttavia, le piccole dimensioni e la bassa temperatura di TRAPPIST-1 fanno sì che l’energia media ricevuta dai pianeti sia simile a quella ricevuta dai pianeti interni del Sistema Solare: TRAPPIST-1c, d ed f ricevono quantità di energia paragonabili a quelle di Venere, Terra e Marte, rispettivamente.
Il co-autore Amaury Triaud aggiunge: «L’energia emessa dalle stelle nane come TRAPPIST-1 è molto minore di quella del nostro Sole. I pianeti dovrebbero trovarsi necessariamente in orbite molto più vicine perché ci sia la possibilità di acqua in superficie. Per fortuna, sembra che questo tipo di configurazione compatta sia proprio quello che osserviamo attorno a TRAPPIST-1!»
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Uno dei telescopi TRAPPIST–South a La Silla, deserto dell’Atacama, Cile. L’osservatorio di La Silla ha avuto un ruolo-chiave nella scoperta (Credit: ESO).
I modelli climatici suggeriscono che i pianeti più interni, TRAPPIST-1b, c e d, siano probabilmente troppo caldi per avere grandi estensioni di acqua allo stato liquido, mentre il più esterno, TRAPPIST-1h, sembra essere troppo lontano. Tuttavia, trappist-1e, f e g rappresentano il Santo Graal per gli astronomi che vanno in caccia di esopianeti, dal momento che orbitano nella cosiddetta “zona abitabile”, la regione di spazio attorno a una stella in cui è possibile la presenza di acqua liquida sulla superficie di un pianeta che vi orbita intorno. Le superfici di TRAPPIST-1e, f e g potrebbero ospitare veri e propri oceani, aumentando la possibilità che il sistema planetario possa ospitare forme di vita in qualche maniera simili a quelle terrestri.
Queste nuove scoperte rendono il sistema TRAPPIST-1 un obiettivo molto importante per gli studi futuri. Il Telescopio spaziale Hubble è già stato destinato alla ricerca di atmosfera intorno ai pianeti, mentre Emmanuël Jehin, autore della ricerca, si esprime fiducioso riguardo alle future possibilità: «Con la nuova generazione di telescopi in arrivo, quali l' European Extremely Large Telescope dell'ESO e il James Webb Space Telescope della collaborazione NASA/ESA/CSA, saremo presto in grado di cercare acqua e forse addirittura prove di vita su questi mondi».
(Immagine di copertina di ESO/M. Kornmesser/ spaceengine.org )
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Maggiori informazioni https://tomajesi23.webnode.it/astronimia-satelliti/



